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Martano
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top
mwhqMartano (Μαρτὰνα, traslitterato mwhgMartàna in mwhwgrico, mwiaMartanu in mwiqdialetto salentinocite-ref-4[4]cite-ref-5[5]) è un mwkgcomune italiano di mwkw8 389 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmaprovincia di Lecce in mwmqPuglia.
Situato nel mwmwSalento centro-orientale, è il comune più popoloso della mwnaGrecìa Salentina, area ellenofona in cui si parla, in particolare fino al secolo scorso, un'antica lingua di origine mwnqgreca: il mwnggrico. È sede del mwnwdistretto socio sanitario 4, comprendente vari comuni della provincia leccese (Martano, mwoaVernole, mwoqCalimera, mwogMelendugno, mwowCaprarica, mwpaCarpignano Salentino, mwpqCastrì, mwpgMartignano, mwpwSternatia, mwqaZollino), e un importante polo scolastico del circondario.
Dal 2017 è detta anche mwsqCittà dell'mwsgaloe per la presenza sul territorio comunale di aziende di coltivazione e trasformazione di tale pianta.
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Eventi
• Strade
• Ferrovie
• Sport
• Calcio
• Note
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Geografia fisica
Territorio
Il territorio del comune di Martano, che si estende su una superficie di mwtw21,84 km², è posto nella regione della mwuaGrecìa Salentina.
La Grecìa Salentina, orograficamente, è costituita da un modesto altipiano con un piccolo avvallamento centrale. Il comune di Martano si trova sopra i depositi calcarei del mwugMiocene costituenti la mwuwpietra leccese. Il territorio risulta compreso tra i 62 e i 102 mwvametri sul livello del mare con un'escursione altimetrica complessiva pari a mwvq40 m. L'alta permeabilità dei terreni, che assorbono la maggior parte delle precipitazioni piovose, ha determinato l'assenza di corsi d'acqua superficiali. Le acque vanno ad alimentare così la profonda mwvgfalda acquifera che si colloca a oltre mwvw80 m dalla superficie.
Confina a nord con i comuni di mwwqMartignano e mwwgCalimera, a est con il comune di mwwwCarpignano Salentino, a sud con i comuni di mwxaCastrignano de' Greci e mwxqCorigliano d'Otranto, a ovest con il comune di mwxgZollino.
Clima
Dal punto di vista meteorologico Martano rientra nel territorio del Salento orientale che presenta un mwyqclima mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la mwygtemperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +14,4mwyw °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +36mwza °C. Le mwzqprecipitazioni, frequenti in mwzgautunno ed in mwzwinverno, si attestano attorno ai 1 mm di pioggia/anno. Il mese di novembre è quello con maggiori precipitazioni, con una media di 1 mm. La primavera e l'estate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità, infatti Luglio è il mese più secco con 0 mm.
Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica, oppure calde di origine africana.cite-ref-6[6]
| Martano | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Martano | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 16,6 | 18,0 | 19,7 | 23,3 | 28,1 | 34,1 | 37,2 | 37,7 | 34,2 | 29,7 | 22,1 | 17,8 | 17,5 | 23,7 | 36,3 | 28,7 | 26,5 |
| T. min. media ( °C ) | 12,2 | 14,4 | 16,8 | 20,8 | 25,1 | 30,7 | 32,3 | 34,4 | 32,9 | 27,7 | 16,8 | 13,8 | 13,5 | 20,9 | 32,5 | 25,8 | 23,2 |
| Precipitazioni ( mm ) | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 1 | 1 |
| Umidità relativa media (%) | 40,4 | 55,2 | 39,1 | 22,6 | 10,8 | 3,3 | 4,4 | 0,5 | 12,2 | 43,3 | 100,0 | 32,1 | 42,6 | 24,2 | 2,7 | 51,8 | 30,3 |
Origini del nome
La presenza nello stemma civico di un centurione romano a cavallo (mwcaMartius Pegaseus) farebbe pensare ad un'origine romana della città, di cui è testimonianza l'evidente sistema di centuriazione del territorio.
La ricerca del mwcgfilologo Luigi Pisanò attribuisce più verosimilmente l'invenzione delle origini cittadine ad un colto umanista del mwcwXVI secolo, che avrebbe assunto lo pseudonimo di mwdaMartius e che si sarebbe richiamato alla leggenda del cavallo alato mwdqPegaso, il quale trasformò l'uomo in pietra. Questa ipotesi rinvia ad un'indagine più plausibile sul mwdgtoponimo mwdwmart, comune a tante altre località (mweaMonte Martano, mweqMassa Martana, mwegMarta). La radice mwewmart potrebbe alludere, così, alla morfologia oppure, se l'origine non fosse precedente alla venuta dei romani, al culto del dio mwfaMarte.
Storia
Le origini di Martano risalirebbero alla mwfwpreistoria come ipotizzabile dalla presenza di monumenti megalitici quali la mwgamwgqSpecchia dei Mori (in grico mwggsecla tu demonìu) e il mwgwmwhaMenhir del Teofilo, che rappresenta il menhir più alto della regione. Questi monumenti sarebbero stati luoghi di culto delle popolazioni mwhqJapigee.
Dopo la mwhwcaduta dell'Impero romano d'Occidente, la cittadina fu abitata da mwiacoloni provenienti dall'Oriente e dal mwiq476 cadde sotto il dominio dei mwiggreci subendo un processo di grecizzazione durato oltre cinque secoli. L'influenza greca e quindi bizantina influenzò radicalmente gli usi, i costumi e la lingua locale (mwiwgrico). La cultura greca persiste ed è rinvenibile ancora oggi nelle tradizioni e nel folclore.
Nel mwjq1190, durante il mwjgperiodo normanno, mwjwTancredi d'Altavilla concesse il feudo a Giorgio Roma al quale succedettero Riccardo de Martano nel mwka1269, Goffredo de Castelli nel mwkq1300 e Rinaldo de Hugot. A partire dal mwkg1545 divenne feudo dei Bucale, nel mwkw1591 dei mwlaDe' Monti, nel mwlq1698 dei mwlgmwlwMarchese-Belprato, nel mwma1742 dei Brunossi, ed infine nel mwmq1748 fu acquistato dai Gadelata che furono gli ultimi feudatari.
L'Ultimo Duca di Martano è stato Salvatore Gaetani d'Aragona, del ramo dei conti Gaetani da Gaeta, essendogli stato trasmesso attraverso il matrimonio con Giuseppina Chiriatti, oggigiorno è ancora possibile visitare e ammirare il palazzo Gaetani del duca Salvatore ove entrambi dimorarono.
Simboli
Descrizione araldica dello stemma:
«Scudo con cavaliere sannita che monta un cavallo rampante, con ai lati due rami di quercia e di alloro, sormontato da una corona merlata e con in basso la scritta
VIRUM IN SILICES VERTIT MARTIUS PEGASEUS AEGIDE
.»
(Art. 6 dello Statutocite-ref-7[7])
Il gonfalone è un drappo di bianco.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Chiesa matrice
La chiesa matrice, dedicata alla mwrwMadonna Assunta, fu ricostruita nel mwsa1596 così come si evince dall'epigrafe posta sul portale. Edificata da maestranze mwsqneretine con la mwsgpietra leccese delle locali cave, sostituisce l'antico edificio di mwswrito greco.
Presenta un elegante prospetto barocco scandito da alte mwtqlesene e terminante con un mwtgtimpano triangolare spezzato. Il primo ordine ospita il portale d'accesso inquadrato da colonne finemente scolpite, sostenute da due leoni mwtwstilofori provenienti dall'antica chiesa, e sormontato da una nicchia in cui è posizionata la statua dellmwua'mwuqAssunta recuperata dall'antico altare maggiore. L'ordine superiore è caratterizzato da una maggiore decorazione costituita da angeli, serpi, ghirlande, festoni, mascheroni e sirene.
L'interno, a croce latina con tre navate, ospita alcuni altari barocchi del mwuwXVII e mwvaXVIII secolo tra i quali si distinguono quelli della mwvqMadonna Annunziata, con tela del celebre pittore leccese mwvgOronzo Tiso, e dell'mwvwImmacolata (1618), con tela del pittore mwwaCesare Fracanzano. Gli altri altari sono dedicati al mwwqSantissimo Sacramento (1750), alla mwwgNatività (inizi del Seicento), alla mwwwResurrezione di Gesù, alla mwxaMadonna del Carmine (1697) e al mwxqCrocifisso, questi ultimi due posti nel mwxgtransetto. Interessanti sono l'organo e il soffitto ligneo settecenteschi.
Chiesa ed ex convento dei domenicani
La Chiesa con l'attiguo convento dei mwyqdomenicani è un complesso conventuale sotto il titolo del mwygRosario. La chiesa fu edificata nel mwyw1652 così come riportato sulla facciata. Il convento, costruito qualche decennio prima della Chiesa attigua, durante la seconda metà del mwzaXIX secolo ospitò gli uffici comunali e della locale Pretura mandamentale, ma subì un radicale intervento di ristrutturazione a partire dal mwzq1893 quando, su progetto dell'ingegnere Salvatore Bonatesta, il piano superiore venne completamente riedificato per ospitare una più ampia aula consiliare, unitamente agli edifici scolastici. In seguito a tali lavori, l'aspetto seicentesco del prospetto fu rifatto secondo il gusto mwzgneoclassico. Il mwzwchiostro, a pianta quadrangolare, è quello originario. Anche la piazzetta antistante, oggi dedicata a mw0aGiacomo Matteotti venne sistemata in questi stessi anni, attraverso lavori di basolatura con pietra calcarea dura.
La facciata della chiesa, rimasta inalterata, presenta semplici linee architettoniche ed è divisa in tre zone da due poderose mw0gparaste. Il corpo centrale è costituito da un'ampia finestra, sul cui timpano spezzato è ospitata una statua a mezzo busto della mw0wVergine col Bambino, posta in asse con l'elaborato portale sormontato dalla statua di mw1amw1qSan Domenico di Guzman (venerato l'8 agosto dai martanesi è l'originario patrono della cittadina, ora compatrono insieme a mw1gMaria S.S. dell'Assunta. Una sua raffigurazione lignea è conservata all'interno della chiesa matrice). I due corpi laterali, leggermente più bassi, presentano un finestrone centrale incorniciato.
L'interno, a tre navate con mw2avolte a botte ribassate con mw2qlunette, è caratterizzato da tre altari per lato dedicati a mw2gsan Pietro martire (1725), a mw2wsanta Caterina da Siena e alla mw3acirconcisione di Gesù, a sinistra, a mw3qsan Tommaso d'Aquino (1741), all'mw3garcangelo Michele (1736) e alla mw3wCrocifissione, a destra. L'altare maggiore, rifatto a mw4aNapoli nel mw4q1752, è in marmo policromo ed è sovrastato dalla tela della mw4gPietà attribuita ad Alessandro Fracanzano, padre del celebre pittore mw4wCesare Fracanzano.
Chiesa dell'Immacolata
La chiesa dell'Immacolata (detta anche chiesa della Congrega) è una costruzione mw6gbarocca della seconda metà del mw6wXVII secolo. Presenta un prospetto timpanato a due ordini portato a termine nel 1664 e ripreso successivamente nel 1870. Scandito in tre zone da alte paraste con mw7acapitelli ionici e mw7qdorici, è caratterizzato nel piano inferiore da un portale riccamente decorato, nel cui timpano spezzato è ospitata la statua dellmw7g'mw7wmw8aImmacolata, e nel piano superiore da un finestrone centrale affiancato da due nicchie contenenti le statue di mw8qmw8gSan Pietro e mw8wmw9aSan Paolo.
L'interno, a navata unica rettangolare, possiede una copertura a volta decorata con stucchi e pitture a motivi floreali e un solo altare, quello maggiore, ospitante una tela della titolare.
Chiesa di Santa Maria degli Angeli
La chiesa di Santa Maria degli Angeli, situata nell'area cimiteriale, risale al 1721 e fu edificata dai locali costruttori Margoleo, autori fra l'altro della mw-achiesa di San Domenico al Rosario di mw-qLecce. Il prospetto, ripartito in tre parti da paraste, presenta nella zona centrale un finestrone e un portale d'ingresso riccamente decorati. Lateralmente insistono gli stemmi del comune, a destra, e della famiglia Venneri-Stomeo, a sinistra. L'interno, a navata unica, ospita un pregevole altare barocco.
Chiesa della Madonnella
La chiesa della Madonnella, dedicata alla mwaqaMadonna Assunta, è una chiesa rurale costruita fuori dalle mura nel 1727. Edificata dai locali maestri costruttori Margoleo, la chiesa si presenta con un'elegante facciata simile, per le linee architettoniche, a quella di Santa Maria degli Angeli. Scandita da quattro alte paraste, terminanti con capitelli ionici, è caratterizzata da un finestrone posto in asse con il portale finemente scolpito e sormontato dalla statua della mwaqeVergine in pietra leccese. L'interno, ad unica navata rettangolare, ospita l'altare maggiore che custodisce un affresco della titolare e un altare laterale dedicato a mwaqisan Francesco da Paola.
Chiesa e monastero di Santa Maria della Consolazione
Il mwaqkmonastero di Santa Maria della Consolazione è situato in contrada Sinobbie (antico insediamento di monaci bizantini mwaqocenobiti) sulla via per mwaqsBorgagne. Abitato da monaci mwaqwcistercensi, il convento intitolato a Santa Maria della Consolazione fu fondato dagli mwaq0alcantarini. Costruito nel mwaq41686 sul luogo dell'antica cappella della Madonna del Ligori, l'edificio ospita i monaci cistercensi dal mwaq81926 per lascito del barone Angelo Comi e del cavaliere Cosimo Marcucci. L'archivio e la biblioteca del monastero custodiscono documenti e libri di grande valore. Rinomate sono inoltre la liquoreria, in cui viene prodotto l'amaro digestivo "San Bernardo" e numerosi altri prodotti, tra i quali olio e marmellate.
La chiesa, che conserva il semplice prospetto seicentesco, presenta un interno sfarzoso e ricco di decorazioni tardobarocche. A tre navate, ospita sei altari laterali dedicati a mwaresan Pasquale Baylon, a mwarisan Domenico di Guzmán, a mwarmsant'Antonio di Padova, al mwarqCrocefisso, alla mwaruVergine e all'mwaryAnnunciazione. L'altare maggiore (1691) conserva alla sommità un quattrocentesco affresco della mwarcMadonna della Consolazione proveniente dall'antica chiesa bizantina.
Altre chiese
• Cappella dello mwar8Spirito Santo
• Chiesa (sconsacrata) di mwaseSan Lorenzo, fuori dall'abitato in contrada mwasiApigliano
• Chiesa di mwasqSan Giovanni Bosco
• Cappella di mwasySanta Lucia
• Chiesa dei mwasgSanti Medici
• Cappella Madonna del Teofilo
• Cappella della Madonna del Carmine
Architetture civili
Case a corte
Le case a corte sono un tipico modulo insediativo della Grecìa Salentina e del Salento in genere, composto da diverse unità abitative che si affacciano su un cortile comune, generalmente aperto sul lato della strada. Il cortile disponeva di servizi ad uso comune quali il granaio scavato nella roccia, la cisterna per la raccolta dell'acqua piovana e la pila (grossa vasca in pietra) per il bucato. Case a corte sono ancora presenti nel rione della città denominato "Catumeréa", lungo la via "Zaca" e via degli Uffici.
Palazzi
• Palazzo Corina (largo Santa Sofia)
• Palazzo Andrichi-Moschettini (largo Santa Sofia)
Realizzato da Maestranze martanesi tra il 1710 e il 1720 presenta un fastoso portale, un lungo balcone sorretto da sette mensoloni e una parete terminale, quasi un mwauuballatoio sostenuto da mwauybeccatelli ed mwaucarchetti pensili.
• Palazzo Comi (via Catumerea)
• Palazzo Chiriatti (via Catumerea)
• Palazzo Corina (via Catumerea)
• Palazzo Coluccia (via degli Uffici)
• Palazzo della cardatura (via degli Uffici)
• Palazzo Marcucci (via degli Uffici)
• Palazzo Micali (via degli Uffici) Realizzato nel 1719, è esemplare per l'equilibrio tra tecnica e fantasia raggiunto dalle maestranze martanesi. Il lungo balcone è sorretto da sei mwavamensole che reggono la raffinata balaustra ornata; sul capitello centrale della mwavebifora è issata la statua di mwaviSan Michele Arcangelo.
• Palazzo Andrichi (via Zaca)
• Palazzo Chiriatti (via Zaca)
• Palazzo Pino (via Marconi)
Oggi erroneamente conosciuto come Palazzo Pino-Granafei-Corina, nonostante la presenza di alcuni elementi ancora celati e irrisolti, grazie a studi recenticite-ref-8[8], si è riappropriato dopo anni di oblio della sua denominazione corretta: palazzo Grassi-Corina. Notevole, in questo edificio opera di maestranze locali, il sistema portale-balcone-arco stemmato ed, in particolare, il virtuosistico balcone traforato, sostenuto da sei elaborati mensoloni.
• Palazzo Prete-Libertini (via Marconi)
• Palazzo Stomeo (già Carretti, via Marconi)
• Palazzo Monosi (già Marcucci, via Marconi)
• Palazzo Coricciati (via Marconi)
• Palazzo Mancarella (via Marconi)
• Palazzo Scarpa (via Marconi
• Palazzo Indricci (via Roma)
• Palazzo Corciulo (via Roma)
• Palazzo Della Tommasa (via Stefano Sergio)
• Palazzo Gaetani (o Ducale, via Calimera)
• Palazzo Antonaci (via Castrignano)
• Palazzo De Pascalis (già Bellisario, via Castrignano)
• Palazzo Corina (viale Savoia)
• Palazzo Grassi (via Calimera)
• Palazzo Stampacchia, oggi Conte-Aprile (via degli Uffici)
Architetture militari
Palazzo Baronale
Il Palazzo baronale, già Castello aragonese, è uno dei principali monumenti della cittadina. I recenti restauri hanno evidenziato tracce di una porta d'ingresso e di un antico fossato risalenti alla fine del mwaxq'300. Nel mwaxu1486, sotto il feudatario Antonello Gesualdo, Martano aveva il castello, le mura ed il fossato. Dentro queste fortificazioni si serrarono i martanesi alla notizia dell'mwaxyassalto turco di Otranto nel mwaxc1480. Dopo la riconquista aragonese, del 1481, il castello venne ricostruito. Sorse a nord-est, attaccato alle case dell'antico abitato dal lato sud e, protetto da un fossato, si raccordava, con i suoi massicci volumi, alle mura cittadine, difese da cinque torri poste a presidio della mwaxgTerra (il Borgo). Di questo fortilizio di marca aragonese, rimangono la torre di via Marconi e l'imponente torrione cilindrico del castello che presenta la base scarpata, il toro marcapiano ed, all'interno, tre mwaxkferitoie ed una cannoniera strombata. Dalla superiore piazza d'armi, con mwaxofalconetti, mwaxscolubrine ed mwaxwarchibugi si sparava contro gli aggressori.
Sotto i Trani, nella seconda metà del mwax4'600, venne trasformato in palazzo baronale dall'esimio architetto mwax8coriglianese Francesco Manuli che sostituì la vecchia facciata con l'attuale, inserendo il bel portale con l'originale motivo delle mwayabugne inclinate. Pregevole la balaustra della scalinata, animata da foglie-volto con valenza mwayeapotropaica. Nei piani superiori sono interessanti alcuni pavimenti mwayimaiolicati e le volte a mattrotta dipinte con fiorami, trombe, pifferi, tamburelli, festoni, scene bucoliche e scorci di campagna. La facciata del castello in via Pomerio, nella seconda metà del mwaym'700, sotto i Gadaleta, venne rifatta integralmente dai maestri martanesi Donato Saracino e Tommaso Pasquale Margoleo, molto attivi nella Grecìa Salentina.
Alla fine del mwayuXIX secolo il palazzo divenne di proprietà del barone Mario Comi che proseguì nell'opera di ammodernamento della struttura abbattendo il torrione destro della facciata principale.
Siti archeologici
Tra i mwaywmonumenti megalitici della provincia di Lecce c'è il menhir del Teofilo, conosciuto anche con il nome di mway0Santu Tòtaru, che è il più alto mway4monolite della mway8Puglia con un'altezza di mwaza4,70 m. Il mwazemegalite (33 x 46mwazi cm), leggermente rastremato in sommità, ha una grande croce graffita sul lato nord. Presenta grosse incisioni nella parte inferiore dello spigolo di nord-est e una buca probabile alloggio di immagine votiva sul lato sud a circa mwazm1 m dal suolo.
Specchia dei Mori
La mwazySpecchia dei Mori (mwazcSegla u demonìu in grico) è la più imponente mwazgspecchia del Salento. Realizzata con la sovrapposizione mwazka secco di mwazolastre calcaree provenienti dallo mwazsspietramento a mano dei soprasuoli, la specchia è alta più di sei metri con quasi quindici metri di diametro alla base. Il nome specchia è di origine medievale e probabilmente deriva dal latino mwazwspecula, che significa vedetta, in relazione a supposte utilizzazioni quali posti di avvistamento.
Casale di Apigliano
Il mwaz8Casale di Apigliano era un antico villaggio mwaaamedievale della mwaaeTerra d'Otranto abbandonato tra il mwaaiXIV e il mwaamXVI secolo per circostanze ancora da precisare. Rimane un sito archeologico unico nel suo genere. Nel mwaaq1997 la facoltà di Beni Culturali dell'mwaauUniversità del Salento ha avviato nella località una prima campagna di scavo che ha portato alla luce elementi in grado di fornire informazioni circa due periodi cronologici: il periodo bizantino e il periodo angioino. Le prime notizie documentate, riportanti la situazione fiscale della località, risalgono al mwaayXIII secolo d.C., anche se i primi villaggi relativamente stabili nel Salento, attraverso ricerche condotte dalla stessa Università, sono da riferire all'mwaacVIII secolo. Attualmente del casale rimane solo la chiesetta sconsacrata intitolata a Santa Maria, ma conosciuta dagli abitanti del posto come chiesa di mwaagSan Lorenzo.
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Lingue e dialetti
A Martano, comune della mwacaGrecìa Salentina, oltre all'italiano e al mwacedialetto salentino nella sua variante centrale, si parla il mwacigrico. Il mwacmgrecanico o mwacqgrico è un dialetto (o gruppo di dialetti) di tipo neo-greco residuato probabilmente di una più ampia e continua area linguistica ellenofona esistita anticamente nella parte costiera della mwacuMagna Grecia. I greci odierni chiamano la lingua mwacyKatoitaliótika (greco: Κατωιταλιώτικα, "Italiano meridionale"). La lingua, scritta in caratteri latini, presenta punti in comune con il neogreco e nel frattempo vocaboli che sono frutto di evidenti influenze salentine o comunque neolatine. Oggi a Martano il grico viene parlato soprattutto dalle persone più anziane, anche se viene compreso da una fascia di popolazione più ampia.
Cultura
Documentari
Nel 1960 mwacsCecilia Mangini nel cortometraggio mwacwmwac0Stendalì - Suonano ancora documentò, con testi di mwac4Pier Paolo Pasolini, una delle ultime testimonianze dei canti funebri intonati in mwac8grico dalle mwadaprèfiche della mwadeGrecìa salentinacite-ref-11[11].
Istruzione
Biblioteche
• Biblioteca Civica "Paolo Stomeo". Ospita circa mwado7 000 libri;
• Biblioteca del Centro regionale servizi educativi e culturali;
• Biblioteca del Monastero di Santa Maria della Consolazione "Padre Placido Caputo".
La fondazione della biblioteca di Santa Maria della Consolazione risale al mwad4Seicento all'epoca della costruzione del convento da parte degli Alcantarini. Nella è rimasto dell'originaria raccolta libraria; l'attuale biblioteca venne ricostruita dai monaci cistercensi che si stabilirono nel monastero nel 1926. Nonostante la sua "giovane" età, ospita rare e pregiate opere che vanno dal '200 fino ai nostri giorni frutto di donazioni e lasciti di studiosi e nobili locali come il barone Comi che donò la sua antica e ricca biblioteca. Il patrimonio librario si aggira intorno ai mwad815 000 volumi.
Scuole
Esistono a Martano due istituti scolastici: l'Istituto Comprensivo "Clemente Antonaci", comprendente due mwaeiscuole dell'infanzia, due mwaemscuole primarie, intitolate a Francesco Galiotta e ai mwaeqfratelli Rosselli, e una mwaeuscuola secondaria di I grado, dislocati in diversi edifici nel paese; e l'mwaeyIstituto d'Istruzione secondaria superiore "mwaecSalvatore Trinchese" con i seguenti indirizzi: mwaegistituto professionale per i servizi socio-sanitari, mwaekliceo scientifico, mwaeoIstituto tecnico economico e mwaesliceo linguistico.
Musei
• Museo e pinacoteca "Giulio Pagliano"
Situati presso il mwafamonastero di Santa Maria della Consolazione, ospitano opere donate da vari artisti e facenti parte di collezioni private. Il museo accoglie una notevole raccolta di monete del mwafeRegno di Napoli, una collezione di medaglie, quadri di antiche carte geografiche, oggetti e manufatti di uso quotidiano.
La pinacoteca custodisce numerose opere dell'artista gallipolino mwafmGiulio Pagliano donate dalla moglie al monastero. Sono presenti opere di altri artisti di scuola napoletana, pugliese e salentina fra i quali del galatinese mwafqGioacchino Toma.
• Museo diffuso delle Sculture in pietra leccese
Si tratta di un museo a cielo aperto, le cui opere sono distribuite fra le strade e le piazze della cittadina, nato nel 1992 con lo scopo di promuovere la cultura della mwafgpietra leccese.
Eventi
• La domenica seguente il 2 febbraio si tiene la fiera della "Candelora";
• La seconda domenica dopo mwaf0Pasqua, si tiene la festa rionale del "Teofilo";
• Nella terza domenica dopo Pasqua si tiene la festa della "Madonnella";
• In febbraio si celebrano i festeggiamenti religiosi per la mwagaMadonna di Lourdes nella parrocchia Maria S.S. del Rosariomwage ;
• In maggio si celebrano i festeggiamenti per la mwagmMadonna del Rosario.
• Da alcuni anni, in estate, per tre giorni si svolgono i Cortili Aperti, i più bei cortili e palazzi del paese vengono aperti al pubblico per tre serate.
• Il 15 giugno ha luogo la fiera di mwagySan Vito, ripristinata da alcuni anni ed allocata nel rione Costantino, in contrada Fiume, dove esisteva sino agli mwagcanni settanta la chiesetta e la masseria omonima di San Vito.
• Dall'8 al 15 agosto si celebra la festività in onore dei due patroni della città: mwagksan Domenico di Guzmán e la mwagoMadonna dell'Assunta.
• In ottobre Martano ospita la mwagwSagra de la volìa cazzata (Sagra dell'oliva schiacciata, edizione n. mwag037 nel mwag42026), gemellata con la Festa mwag8del risotto di mwahaVillimpenta.
• Il 19 novembre si commemora la Madonna del Cattivo Tempo (mwahiMadonna de lu Maletiempu in dialetto martanese e mwahmMadonna ù Tristu Cerù in mwahqgrico). Secondo la leggenda il 19 novembre 1787, invocata dai cittadini che si erano riparati dalla furia di una tempesta nella chiesa matrice, la Madonna fu autrice del miracolo che salvò il paese.
• Il 13 dicembre si svolge la festa rionale di mwahySanta Lucia.
In agosto, nella notte di San Lorenzo si celebra la festività agli Apigliani.
Infrastrutture e trasporti
Strade
I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:
• mwaiiStrada provinciale 48 Martano-mwaimOtranto
Il centro è anche raggiungibile dalle strade provinciali interne: mwaiuSP26 da mwaiyCalimera; mwaicSP28 da mwaigMartignano e mwaikCaprarica di Lecce, mwaioSP36 da mwaisCastrignano de' Greci, mwaiwSP47 da mwai0Soleto, mwai4SP147 da mwai8Borgagne.
Ferrovie
La stazione ferroviaria più vicina è quella di Zollino posta sulle linee mwajiLecce-Gallipoli e mwajmZollino-Gagliano del Capo delle mwajqFerrovie del Sud Est.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1861 | 1872 | Achille Andrichi | Sinistra storica | Sindaco | |
| 1872 | 1874 | Giuseppe Gadaleta | Destra storica | Sindaco | |
| 1874 | 1890 | Pietro Bosano Joly | Destra storica | Sindaco | |
| 1890 | 1892 | Mario Comi | Indipendente | Sindaco | |
| 1893 | 1901 | Carlo Prete | Moderati | Sindaco | |
| 1901 | 1905 | Vito Corina | Radicali | Sindaco | |
| 1905 | 1911 | Angelo Comi | Moderati | Sindaco | |
| 1911 | 1914 | Stapino Comi | Moderati | Sindaco | |
| 1914 | 1918 | Carlo Prete | Moderati | Sindaco | |
| 1918 | 1919 | Ernesto Parisi | - | Comm. prefettizio | |
| 1919 | 1924 | Tommaso Corina | Radicali | Sindaco | |
| 1944 | 1946 | Tommaso Corina | - | Comm. prefettizio | |
| 1946 | 1951 | Tommaso Corina | PLI | Sindaco | |
| 1951 | 1956 | Antonio Stomeo | PCI | Sindaco | |
| 1956 | 1960 | Salvatore Conte | DC | Sindaco | |
| 1960 | 1964 | Giovanni A. Coluccia | PCI | Sindaco | |
| 1964 | 1970 | Luigi Palano | DC | Sindaco | |
| 1970 | 1980 | Antonio Castelluzzo | DC | Sindaco | |
| 1980 | 1982 | Donato Saracino | PCI | Sindaco | |
| 1982 | 1983 | Piero A. Marati | Indipendente DC | Sindaco | |
| 1983 | 1984 | Francesco L. Coluccia | DC | Sindaco | |
| 1984 | 1989 | Alfredo Bonatesta | PSI | Sindaco | |
| 1989 | gennaio 1993 | Cosimo Gallo | DC | Sindaco | |
| gennaio 1993 | aprile 1993 | Mario Zacheo | DC | Sindaco | |
| aprile 1993 | 14 novembre 1993 | Salvatore Nuzzachi | - | Comm. prefettizio | |
| 14 novembre 1993 | 16 novembre 1997 | Vincenzo Saracino | Lista civica | Sindaco | |
| 16 novembre 1997 | 27 maggio 2002 | Vincenzo Saracino | Lista civica | Sindaco | |
| 27 maggio 2002 | 28 maggio 2007 | Pasquale Conte | Lista civica | Sindaco | |
| 28 maggio 2007 | 13 gennaio 2010 | Antonio Micaglio | Lista civica | Sindaco | |
| 13 gennaio 2010 | 30 marzo 2010 | Claudio Sergi | - | Comm. prefettizio | |
| 30 marzo 2010 | 1º giugno 2015 | Massimo Coricciati | Lista civica | Sindaco | |
| 1º giugno 2015 | in carica | Fabio Tarantino | Lista civica | Sindaco | |
Gemellaggi
Sport
Calcio
La Polisportiva Martius è l'unica squadra di calcio martanese e milita in Seconda Categoria.
In precedenza era attiva la Virtus Martano, che ha militato anche in mwakcEccellenza.
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwalamwalemwaliBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwalmdemo.istat.it, mwalqISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwalgmwalkmwaloClassificazione sismica (mwalsmwalwXLS), su mwal0rischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwamemwamimwammTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwamqmwamuPDF), in mwamyciterefmwamcLeggemwamg mwamk26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwamoAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwams 151. mwamwURL consultato il 25 aprile 2012 mwam0(archiviato dall'mwam4url originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. ↑ mwaniSalvatore Tommasi, mwanmKatalisti o kosmo, Calimera, Ghetonia Editore, 2001, p.mwanq 273.
cite-note-66. ↑ mwaoimwaommwaoqValori climatici del Salento orientale, su mwaoubiopuglia.iamb.it mwaoy(archiviato dall'mwaocurl originale il 22 luglio 2011).
cite-note-77. ↑ mwaosComune di Martano, mwaowmwao0Statuto (mwao4mwao8PDF), Art. 6 mwapaStemma - Gonfalone - Fascia tricolore.
cite-note-88. ↑ mwapqSandro Montinaro, mwapuIl cuore dei Corina. Vicende di una famiglia di Martano (Le), in mwapySpicilegia Sallentina, vol.mwapc VII (2010).
cite-note-99. ↑ Dati tratti da: mwapsmwapwmwap0mwap4mwap8Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwaqamwaqePDF), su mwaqiebiblio.istat.it, mwaqmISTAT. mwaqqmwaqumwaqymwaqcPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaqgesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1010. ↑ mwaq0mwaq4mwaq8Dati Istat, su mwarademo.istat.it.
Bibliografia
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• Carla Calò e Sandro Montinaro, mwasiLa famiglia Corina di Martano fra storia e leggenda, in «Spicilegia Sallentina», VII, 2010.
• Carla Calò e Sandro Montinaro, mwasqL'uomo: tomoli di terra, pietre di memoria. Paesaggio agrario e società a Carpignano Salentino e a Martano nel '700, Congedo Editore, collana "Biblioteca di cultura pugliese" (2006).
• P. Caputo, Il monastero di Santa Maria della Consolazione in Martanomwasy, Editrice Salento, 1988.
• Donato Saracino, mwasgLa Jovila di Martano. Culti miti e religioni nel Salento arcaico, Congedo editore, 2010.
• Donato Saracino, mwasoToponomastica urbana. Martano nella prima metà del 1600, in mwassNote di storia e cultura salentina, anno IX, 1997.
• Itaca Min Fars Hus e Città di Martano, mwas0Palazzi e Dimore storiche di Martano. Guida ai cortili aperti, Partner tecnico Marconi, 2010.
• Mario Cazzato, mwas8Guida ai Castelli Pugliesi: la Provincia di Lecce, Congedo editore, 1997.
• Mario Cazzato, Luigi Manni e Antonio Costantini, mwateGuida di Martano. Dal Medioevo bizantino all'età contemporanea, Congedo editore, 1995.
• Mario Cazzato e Antonio Costantini, mwatmGuida alla Grecìa Salentina, Congedo editore, 1995.
• Mario De Marco, mwatuMartano, Edizioni Nuovi Orientamenti Oggi, 1987.
• Luigi Orlando, mwatcCanti, riti e tradizioni della Pasqua nella Grecìa salentina, Grafiche Chiriatti, 2000.
• Michele Paone, mwatkMonastero Santa Maria della Consolazione: Martano, S. Colazzo editore, 2002.
• Paolo Protopapa, mwatsDopo quelle bandiere. La passione e l'idea, Kurumuny, 2009.
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• Paolo Protopapa e Pasquale Stella (a cura di), mwat8Hoc cives posuere Dei matrique dicarunt 1596, Grafiche Chiriatti, 2005.
• Pasquale Stella (a cura di), mwaueLuoghi di culto della Martano sacra, Grafiche Chiriatti, 2007.
• Salvatore Sicuro, mwaumMaria e Martano, Associazione Culturale Glossa-ma, 1985.
• Salvatore Sicuro e Michele Paone, mwauuLa Grecìa Salentina, Editrice Salentina, 1983.
• mwaucI monumenti megalitici in Terra d'Otranto, Napoli, 1879.
• mwaukI Menhirs in Terra d'Otranto, Roma, 1880.
Voci correlate
• mwau0Grecìa Salentina
• mwau8Isola linguistica greca
• mwavmCasale di Apigliano
• mwavcVia Traiana Calabra
• mwavkSalento
• mwavsTerra d'Otranto
• mwav0Arcidiocesi di Otranto
• mwav8Madonna del Pozzo
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